Home / Blog & News / Mutui: le banche non applicano nel conteggio i tassi negativi

Partiamo col dire che oggi il tasso Euribor a 3 mesi, parametro di riferimento preso per la maggior parte dei mutui a tasso variabile, è negativo e quota -0,31% ma la maggior parte delle Banche non lo calcolano nella determinazione del tasso del mutuo. Il risultato? le rate sono più alte per i clienti, le banche guadagnano di più e poi vengono richiamante da Bankitalia ma spesso il richiamo non viene preso in considerazione.

Si chiama “clausola floor” e definisce il tasso di interesse sotto il quale un muto a tasso variabile non può scendere, indipendentemente dal valore del parametro di riferimento, nella fattispecie l’eurobor a 3 mesi.

Fino a qualche anno fa nessun Istituto di Credito aveva previsto questa clausola, nei propri contratti di mutuo, perché l’ipotesi che il denaro potesse scendere sotto lo zero era pura fantasia. Invece, l’impossibile è successo questo grazie alla manovra della BCE, che da diversi mesi a questa parte, nel tentativo di far risalire l’inflazione, con il Quantitative Easing (QE) sta immettendo un’enorme liquidità sui mercati finanziari con la conseguenza di far scendere, al minimo storico i tassi di interessi bancari, compreso l’Euribor a 3 mese sceso sotto lo zero oramai da diverso tempo.

Ritornando alla “clausola floor”, se non viene inserita nei contratti di mutuo a tasso variabile le banche devono sottrarre dallo spread (il loro margine di guadagno) il valore dell’Euribor con la conseguenza di guadagnare di meno.

Per fare un’esempio se si chiede un mutuo a 20 anni e lo spread applicato dalla banca è dell’1,5% il costo reale sarà l’1,5% meno l’euribor a tre mesi 0,31% quindi, il tasso effettivo sarà del 1,19%. Ma non tutte le banche lo hanno fatto o intendono farlo, nonostante siano state riprese più volte da Bankitalia, e scelgono, invece, di calcolare l’Euribor come se fosse pari a zero, appellandosi spesso al fatto che i loro sistemi gestionali non sono pronti a recepire un tasso negativo.

Le proteste da parte dei clienti, negli ultimi mesi, sono state parecchie e spesso è bastato fare un semplice reclamo, presso l’istituto bancario, per ottenere la restituzione degli interessi pagati in più. Qualche mese fà è poi intervenuta Banca d’Italia che ha invitato gli Istituti di credito ad effettuare il calcolo correttamente inserendo il valore dell’Euribor negativo. I reclami, da parte dei clienti, negli ultimi mesi sono diminuiti, ma è senz’altro consigliabile verificare bene sui contratti come vengono calcolate le rate. Anche perchè, se le Banche hanno adeguato i conti a chi ha segnalato il problema, non è detto che lo abbiano fatto, in automatico, a tutti i clienti che hanno un mutuo attivo pure perchè l’esborso di denaro potrebbe essere molto importante.

Infine, per la restituire delle somme degli interessi le banche hanno adottato due strade: la prima è stata quella di riaccreditare al cliente quanto non dovuto e in questo modo hanno sanato il tutto. La seconda, è stata quella di rifare il contratto di mutuo togliendo la “clausola floor” ma attenzione, che a volte cosi facendo le banche hanno cambiato le carte in tavola rivedendo le condizioni contrattuali a sfavore dei clienti. Il consiglio è quello di controllare sempre il contratto di mutuo, prima di firmarlo, e per concludere visto che ancora diverse Banche prevedono la “clausola floor”, anche per chi si sta accingendo a stipulare un nuovo muto è importante verificare bene il tutto. In questo momento per i mutui a tasso variabile accettare la clausola significa pagare uno 0,30/0,40 in più di tasso di interesse annuo.

Mutui: le banche non applicano nel conteggio i tassi negativi ultima modifica: 2016-11-18T21:47:39+00:00 da directafin s.p.a.
Data: 18 Novembre 2016

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