Sono ormai passati 10 anni dalla crisi del 2007 e il mercato italiano si sta risollevando lentamente. Un ulteriore spinta impressa ai paesi dell’eurozona è stata quella data dalla politica monetaria attuata da Mario Draghi, presidente della BCE. Grazie all’immissione del cosiddetto “QE”, quantitative easing, ossia di liquidità nei mercati, i tassi di interessi delle banche sono calati e sono praticamente vicini allo zero. Cosa significa in parole povere? Qual è l’obiettivo di questa manovra? Cercare di far ripartire il mercato, spingendo indirettamente i consumatori a chiedere e a sostenere con maggiore facilità un finanziamento o un mutuo. Dopo dieci anni, com’è dunque la situazione per quanto riguarda la richiesta prestiti 2017? Vediamo insieme quanto denaro serve alle famiglie italiane e per cosa viene impiegato.
Andamento richiesta prestiti 2017: trend crescente o a ribasso?
Stando ai dati pubblicati da “CRIF” il sistema di informazioni creditizie, una banca dati internazionale, sembra che la richiesta prestiti 2017, già nel primo trimestre, sia aumentata del 2% rispetto allo scorso anno. L’importo medio richiesto dalle famiglie italiane è pari a 9.325€, ma anche questo dato è in crescita: la domanda per gli importi compresi tra 20 e 35mila euro è aumentata del 1,1% e la durata del finanziamento superiore a cinque anni è cresciuta del 2,1%.
Richiesta prestiti 2017: come utilizzano i prestiti gli italiani?
Accertato l’aumento oggettivo della richiesta prestiti 2017, come spendono le famiglie italiane la liquidità ottenuta? Com’è facilmente intuibile il focus centrale è rivolto verso l’acquisto di automobili, ma in netto recupero, con un +4,1% rispetto allo scorso anno, c’è l’acquisto di “apparecchiature tecnologiche”: da smartphone, a pc, tablet e televisori di ultima generazione.
Cambiamenti nella richiesta prestiti 2017 con il nuovo protocollo “Assofin”
Il settore finanziario è soggetto a continui cambiamenti dovuti ad evoluzioni delle norme legislative. Recentemente infatti, nell’ultimo protocollo pubblicato da “Assofin”, l’associazione dei principali operatori, bancari e finanziari del credito al consumo e immobiliare, sotto le direttive della Banca d’Italia, è stata sollecitata l’esigenza per banche e finanziarie a fare new business, disincentivando quindi i cosiddetti “rinnovi” sul portafoglio clienti già esistente. Considerando che: il 94% di chi richiede un finanziamento lo ha già richiesto in passato, da chi è composto il 6% di chi si trova per la prima volta a richiedere credito?
Il profilo di chi richiede credito in Italia
La fetta più grande che “fa mercato” nel settore creditizio è composta da persone che richiedono innumerevoli volte dei prestiti o finanziamenti. Il profilo dell’utente medio ha una tendenza naturale al sovra indebitamento e una bassa concezione del rischio. L’età media è compresa tra i 36 e i 57 anni.
Considerazioni opposte sono invece per gli utenti “New2credit”. Il loro profilo risulta infatti più smart, più smaliziati, pongono una maggiore attenzione nell’indebitarsi e infatti a conferma di ciò, la richiesta di finanziamenti media è di breve durata, attorno ai 4-5 anni. L’età media di questo segmento è decisamente inferiore con prevalenza dei famosi “millennials” tra i 18 e i 35 anni.