Si sente frequentemente parlare di sofferenze bancarie, sofferenze che appesantiscono i bilanci delle banche, ma cosa sono queste sofferenze? Perché dobbiamo preoccuparcene?
Sofferenze bancarie: ecco di cosa si tratta
Con il termine “sofferenze”, in inglese “non performing loans” (NPL) vengono indicati tutti quei prestiti che una banca ha erogato a tutta la propria clientela, siano grandi o piccole aziende, famiglie, singoli investitori e che non vengono restituiti. Una banca può finanziare il rinnovo di un macchinario, l’acquisto di una casa, la ristrutturazione di un appartamento, prestando denaro che il cliente si impegna a restituire a rate, con un sovrapprezzo che è rappresentato dal tasso di interesse che viene applicato. Sono finanziamenti a lungo termine: mediamente il mutuo per una casa dura tra i 10 e i 30 anni, un arco di tempo che espone il debitore, ossia il cliente della banca, a una serie di incertezze. Se gli affari dell’impresa indebitata vanno male o se il cliente perde il lavoro, non si riesce più a pagare le rate, il debito non diminuisce e la banca si trova ad avere un problema perché i soldi prestati non tornano “in cassa”. Sono oltre 300 miliardi le sofferenze lorde delle banche italiane a cui si aggiungono più di 60 miliardi delle società che forniscono luce, acqua e gas*.
Ovviamente un ritardo di qualche settimana o di pochi mesi nel pagamento, non è una sofferenza bancaria, il ritardo diventa sofferenza quando la banca ha la ragionevole certezza di non riuscire a recuperare il proprio credito. Si apre così il problema nei bilanci, un buco che la banca deve ricoprire. Ci sono solo due modi per farlo: o mette denaro proprio o cercare di risanare i bilanci cedendo gli NPL ad istituti di credito terzi e specializzati nella gestione di questa tipologia di crediti deteriorati.
La situazione attuale sulle sofferenze bancarie e sul credito
Attualmente non sembrano esserci netti miglioramenti per quanto riguarda le sofferenza bancarie, ma stando all’ultimo bollettino “Banche e moneta” di Bankitalia, il numero di sofferenze è leggermente diminuito, passando dai 203,3 miliardi del mese di aprile ai 202,1 miliardi del mese di maggio.
*fonte: ilsole24ore