Home / Blog & News / Prestito Pensionistico Anticipato e differenze con Cessione del Quinto

Cos’è il Prestito Pensionistico Anticipato?

In pensione anticipatamente rispetto ai tempi previsti grazie ad un prestito concesso dalle banche che dovrà essere poi restituito tramite prelievo sulla pensione stessa? È questa in sostanza l’essenza dell’Ape, l’anticipo pensionistico, un progetto al quale il Governo Renzi sta lavorando da tempo per assicurare la pensione in anticipo a chi vorrà farne richiesta.
Secondo l’assetto fino ad ora studiato l’Ape sarà garantito a fronte di un prestito che verrà poi rimborsato quando il richiedente raggiungerà i requisiti per la pensione di vecchiaia vera e propria.
Una volta raggiunta questa, il pensionato dovrà rimborsare il prestito con una rata a tasso fisso per 240 mesi (20 anni), proprio come per un prestito tradizionale. L’impianto della norma è sostanzialmente questo. Un progetto sperimentale i cui dettagli sono ancora in fase di studio. Vedremo se si arriverà ad una conclusione e quale sarà la normativa definitiva.

Chi può Accedere al Prestito per Pensionati Anticipato?

Tutti i lavoratori che hanno un’età pari o superiore a 63 anni, al momento della richiesta, e che matureranno il diritto alle pensione di vecchiaia (il cui importo deve essere superiore ad una certa soglia) entro 3 anni e 7 mesi.
A corollario di questo, il Governo sta valutando una serie di misure per consentire di accedere all’anticipo pensionistico a costo zero. Il cosiddetto Ape social, ovvero senza l’obbligo di restituire la somma anticipata dalla banca.
Si sta pensando di valutare differenti canali per poter accedere a questa facilitazione. Nello specifico l’anticipo pensionistico interamente a carico dello Stato sarà per soggetti particolarmente deboli e che hanno già accesso ad altri strumenti per l’uscita anticipata quali:

1.     lavoratori disoccupati con ammortizzatore sociale scaduto;

2.     lavoratori invalidi o con carichi famigliari particolarmente onerosi;

3.     lavoratori con redditi particolarmente bassi;

4.     lavoratori cosiddetti gravosi, ovvero chi esegue un lavoro a rischio o faticoso.

Per queste categorie di lavoratori, che dovranno essere ancora definite con esattezza, il Governo sta pensando ad un prestito senza obbligo di restituzione.

Come funziona l’anticipo pensionistico?

A battezzare l’Ape, che potrà essere richiesto dal 1 gennaio 2017, saranno i lavoratori nati a partire dalla seconda metà del 1951 e fino al 1953.
Oltre al già citato Ape social, per categorie svantaggiate, saranno previste altre due forme di questo strumento: l’Ape di mercato o volontario e quello aziendale.
L’Ape volontario riguarda ovviamente i lavoratori che decidano in modo autonomo di uscire dal lavoro anticipatamente; l’Ape aziendale si riscontra quando è l’azienda a sostenere i costi dell’anticipo pensionistico.
Il prestito pensionistico anticipato sarà sempre in capo a banche e assicurazioni che, attraverso l’Inps, erogheranno l’assegno anticipato (la somma sarà esente da imposte) fino al raggiungimento dei requisiti della soglia di vecchiaia. A quel punto il lavoratore dovrà restituire la somma attraverso un prelievo a rate per 20 anni sulla pensione definitiva.

Pro e contro dell’Ape

Certo andare in pensione con tre anni di anticipo rispetto al raggiungimento dei requisiti fa gola a tutti. E’ questo il vero vantaggio del Prestito a Pensionati anticipato ma dietro l’angolo ci sono diverse insidie esaminiamo la più importante: in sostanza chi anticipa la pensione rinuncia a parte della propria pensione futura. Ma a quanto ammonta questo taglio? Si parla di un 8% per le pensioni più basse fino ad arrivare ed oltre il 24% per le pensioni più alte con anticipo pensionistico di 3 anni. Per fare un esempio: un lavoratore di 63 anni con anticipo pensione di 3 anni, con importo netto di pensione pari a 2.000 €, accedendo all’ape, avrebbe un taglio di circa 400 €. Di conseguenza percepirebbe una pensione netta di 1.600 € per 20 anni.  A questo punto c’è da chiedersi ma conviene davvero andare in pensione in anticipo? La scelta, di sicuro, è individuale ma la perdita sulla futura pensione sarà molto consistente e per un periodo molto lungo. Infatti, per lavorare 3 anni in meno si deve pagare una rata di prestito per 20 anni.

Confronto Ape con Cessione del Quinto

Lo scopo dei due prestiti è molto differente ma per alcune caratteristiche potrebbero essere l’uno alternativo all’altro. L’Anticipo pensionistico, come abbiamo visto, è un prestito che viene erogato per poter andare in pensione prima del raggiungimento dell’età pensionabile mentre, il prestito con Cessione del Quinto dello Stipendio viene richiesto per ottenere una liquidità immediata. Di seguito vediamo i tratti distintivi tra i due prestiti:

  • Durata massima Cessione del Quinto 120 mesi;
  • Durata massima Prestito Pensionistico Anticipato 240 mesi;
  • La Cessione del Quinto viene richiesta per ottenere liquidità immediata;
  • Il Prestito Pensionistico Anticipato viene richiesto per andare prima in pensione;
  • Cessione del Quinto le rate si iniziano a pagare subito;
  • Prestito Pensionistico Anticipato le rate si iniziano a pagare quando si va in pensione;
  • Entrambi i prestiti sono a tasso fisso;
  • Entrambi i prestiti prevedono la trattenuta direttamente sulla pensione.
Prestito Pensionistico Anticipato e differenze con Cessione del Quinto ultima modifica: 2016-10-17T11:32:59+00:00 da directafin s.p.a.
Data: 17 ottobre 2016

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